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Giovani Democratici in Provincia di Imperia

1 dicembre 2008
Spedizione oltre frontiera!

Venerdì 21 non è stato solo il giorno delle primarie, ma anche quello di una simpatica spedizione oltrefrontiera, sempre nel nome del PD.

Io e Giorgio Montanari partimmo stranamente in orario, dopo aver visto fin verso le 16 scene imperdibili nei seggi di Sanremo ed Imperia, tipo un elettore di buona famiglia che si è lamentato dell'eccesso di formalità dicendo "nemmeno in tribunale quando ti arrestano ci vogliono tutte 'ste firme" e un DemoMatusa che si avvicina "ho solo 89 anni, mi fate votare" "eh, mi sa di no" "ma come, tengo un nipote a Caserta, non basta?"...

Arrivati a Beausoleil, ridente località cresciuta grazie al fatto che è attaccata a Monaco, cominciamo a girare a vuoto alla ricerca della sala e facciamo la nostra: vediamo un tot di persone di aspetto politichese in una sala vicino al Comune, entriamo e chiediamo "è qui l'incontro del MoDem?"; risposta: il gelo. Eravamo entrati in un seggio delle primarie del Parti Socialiste. Crediamo abbiano pensato li stessimo prendendo per il culo. Rapida retromarcia, giro di perlustrazione attorno al Comune, e non troviamo la sala. Prendiamo quindi l'unica decisione logica possibile, andiamo a farci un Pastis recensendo tra noi i dettagli anatomici di tutte le francesine che passavano. Finito il Pastis, incontriamo i nostri amici del MoDem.

Salutiamo i nostri omologhi MoDem, che stringono in mano molte piccole bandierine dell’Unione Europea. Cominciamo una lunga serie di convenevoli e di salamelecchi (les italiens, les italiens!!!). Ci fanno un sacco di sorrisi e vogliono sapere tutto di noi. O meglio, del Partito Democratico.

Ci trattano un po’ come se fossimo due alieni salvatori sbarcati dall’astronave Italia. E invece siamo andati là con una semplice Punto. Approntano un piccolo rinfresco decorato con tovagliolini con il nostro tricolore. Bandierine europee dappertutto anche dentro la sala. A questo punto tra morsi di pane e brie, patate fritte e gotti di vino, sembra di essere più ad un pic-nic che ad una riunione politica. Finalmente ci sediamo intorno al tavolo ciambellare tipo “riunione delle Nazioni Unite”. Tra parentesi: avevamo anche l’interprete, anzi due, portati da noi...

Dopo un breve loro discorso di introduzione in italiano letto, decidiamo di usare il francese per il resto dell'incontro, aiutati dai nostri mitici Andrea ed Amélie. Loro in sostanza ci spiegano come sono nati e dopo una lunga introduzione, capiamo che sono di fatto una specie di Margherita più laica e decisamente europeista. Dopo di che Giorgio racconta chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo noi del PD ostentando una fiera e commovente sicurezza. Nota di colore: quando ha detto che i DS venivano dal Partito Comunista, tutti i MoDemisti si sono all'unisono allontanati da noi di una ventina di cm almeno. Rimangono comunque sostanzialmente stupiti del nostro metodo di usare le primarie aperte ai non iscritti.

Cominciamo a parlare di cose un po' più pratiche e politiche, e quindi cominciamo a parlare di Europa. Alla domanda in che gruppo siete al Parlamento Europeo, Alessandro dichiara con orgoglio malcelato la nostra contemporanea iscrizione ai LiberalDemocratici ed ai Socialisti e precisa che non si ha la minima idea di dove si andrà a finire nel 2009. Dopo un breve dibattito sull'Europa, ci dichiariamo disponibili a titolo personale (spieghiamo la faccenda delle primarie in corso) a continuare un confronto online sui temi comuni a al dipartimento di Nizza e la provincia di Imperia e sul progetto Unione Europea, in cui qualcosa da dire in comune ce l'abbiamo oggettivamente. Loro ci dichiarano che è molto probabile un ingresso nel loro partito di molti socialisti nel caso di una sconfitta della Royal e andrebbero così a diventare molto più simili a noi.

Prima di accomiatarci, subiamo un inaspettato attacco a base di lirica melodrammatica live, una raffica di foto e innumerevoli altre pacche sulle spalle. La loro accoglienza ci ha comunque stupito, a parte gli scherzi.

Da quel momento, inseguiamo per tutta la Provincia verbali e schede votate da portare alla Federazione Provinciale con pessimi risultati. La serata si conclude con birra Duff e carbonara dell'una di notte con i superstiti del seggio di Imperia al pub Winston Churchill di Caramagna, raccontandoci le magnifiche gesta di Fantaghirelli contro Bartolo l'Uccello Infernale. Due rutti, il solito vecchio sbronzo rifondarolo che ci grattugia un poco i coglioni, un cordiale vaffanculo vicendevole e si torna a casa più morti che vivi verso le 3 di notte.

 Cosa abbiamo imparato? Beh, che il carattere fondamentale degli incontri internazionali sono le pacche sulle spalle, credo perchè sono gratis e non impegnative (possono infatti significare qualsiasi cosa da "quanto sei stronzo!" a "mi stai proprio simpatico, perchè non vieni a casa mia a far l'amore con mia sorella?"). Sapremo quindi a nostro turno dispensarne a iosa.



A parte gli scherzi, è stato un momento importante e significativo: si parla troppo poco di Europa, si parla troppo poco coi nostri vicini di casa della Costa Azzurra, ed il risultato è che sia l'Europa sia le politiche transfrontaliere sono fuori dal dibattito politico, anche se integrare i nostri territori servirebbe, a tutti.

Basta parlare di “filobus di cristallo” sulla ex - ferrovia, servono trasporti pubblici migliori tra Riviera dei Fiori e Costa Azzurra ! Basta dilapidare denaro pubblico per il “rilancio internazionale di Villanova d'Albenga”, abbiamo già un ottimo aeroporto intercontinentale a Nizza !

I temi su cui confrontarsi non sono solo questi, logicamente: ambiente, reti di trasporti, energia, istruzione, cultura saranno temi da approfondire prossimamente. Bisognerà anche avviare una riflessione pubblica sull'Europa: la crisi di fiducia che l'UE sta affrontando è dovuta principalmente alla mancanza di informazioni e alla demagogia di partiti e giornali populisti: i dipendenti UE ad esempio sono molti meno di quel che si pensi, poche decine di migliaia (in pratica meno dei dipendenti del Comune di Milano). E, colpa nostra, li abbiamo lasciati parlare troppo senza rispondere. Cambiamo rotta, ora.


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